I Vini

L'Azienda ha fatto scelte spesso difficili, ma di grande chiarezza e trasparenza.

Il rispetto del vitigno autoctono "dolcetto" è totale, e questo permette di ottenere vini di "profondità", come è nel carattere autentico del Dolcetto di Dogliani, senza con ciò perdere di vista la piacevolezza e la fragranza del prodotto finale.

Poi le proposte innovative nate dall’esperienza diretta e dal confronto con amici produttori di vini "cult" in tutto il mondo.
Di qui bottiglie rarissime ottenute dai vitigni più prestigiosi del panorama viticolo mondiale: nel 1993 nasce quasi per gioco l'Harys, cui ha fatto seguito Il Merlò nel 2004 ed il Granè (prima Granaccio) nel 2005.

Infine la sintesi, il punto d’incontro fra i due stili, con il Fiore di Harys che unisce la piacevolezza e la fragranza del dolcetto con i profumi e gli aromi nuovi del syrah del merlot ed un accenno di cabernet sauvignon.